Hiroshima, 6 agosto 1945, ore 8.16 del mattino… l’Enola Gay sgancia “Little Boy”, la prima bomba atomica utilizzata in un conflitto militare. La bomba scoppia ad una altitudine di 576 metri sopra la città uccidendo sul colpo tra le 70.000 e le 80.000 persone e radendo al suolo il 90% degli edifici.
Nel 1945, Hiroshima è una città di grande importanza militare e industriale. Ha un ruolo importante come centro di comunicazione e smistamento per le truppe.
Hiroshima, per le caratteristiche che la contraddistinguono, è stata appositamente scelta a tavolino come luogo deputato al grande debutto della bomba. Per questo motivo nel corso della guerra è stata risparmiata da altri attacchi: doveva essere lasciata intatta per poter studiare tutti gli effetti provocati dal lancio dell’atomica.
Io e mio marito siamo andati in viaggio di nozze in Giappone. Siamo andati anche ad Hiroshima… lo ricordo ancora con angoscia. Le tappe in città sono obbligatorie. Ci siamo fermati innanzitutto al Peace Dome: la struttura, monumento alla follia umana, nel 1945 era la Sala della Prefettura per la Promozione Industriale; dal 1996 è un sito PATRIMONIO DELL’UMANITA’ DELL’UNESCO (contro la volontà di Stati Uniti e Cina). E’ l’unica struttura rimasta “in piedi” e tuttora visibile, anche se negli ultimi anni ci sono state diverse petizioni, soprattutto di studenti universitari, per abbattere l’edificio, poichè risulta essere antiestetico ed àncora al passato una città che, invece, è proiettata verso il futuro grazie alle nuove generazioni (e qui, per rispetto della pubblica decenza, perferisco non fare commenti personali sul grado di intelligenza delle persone…)
La seconda tappa è stata il Monumento dei Bambini, dedicato a tutti i bambini vittime della bomba atomica. Il monumento è circondato da migliaia di gru di carta, in ricordo di Sadako Sasaki. Da ottobre 2007 ci sono anche due gru di carta, fatte con le nostre mani…
La terza tappa, all’interno del Peace Memorial Park è stata il Peace Memorial Museum.
Il museo è una sorta di ricostruzione di ciò che è accaduto il 6 agosto 1945. Il piano terra ripercorre gli avvenimenti che hanno portato il Giappone in guerra e racconta la guerra fino al giorno dello scoppio della bomba. Ci sono varie ricostruzioni e testimonianze.
Il secondo piano è un percorso attraverso le testimonianze… c’erano foto di uomini e donne, foto di bambini, effetti personali, resti di vestiti… Io credo che una persona non possa entrare in quel luogo e uscire con la stessa coscienza con cui era entrato… io sono stata malissimo e non ce l’ho fatta ad arrivare in fondo. Sono entarta in una stanza e, al centro, c’era un triciclo. Un bambino stava correndo con il suo triciclo ed è stato investito dallo scoppio. E’ rimasto solo il triciclo. Egoisticamente in quel momento ho pensato ai miei nipoti. Mi si è chiuso lo stomaco. Ho cominciato a piangere e mi veniva da vomitare. Franz mi ha dovuta trascinare fuori e sono andata a respirare dell’aria fresca… non ho voluto tornare indietro.
Oggi sono passati 63 anni dallo scoppio della prima bomba atomica. L’uomo ha fatto enormi progressi in tutti i campi. Ha scoperto cose nuove, ha usato la scienza per salvare vite umane. Accanto a questo, però, l’uomo è rimasto anche l’animale primitivo che combatte il suo simile…
Ricordare il passato è impegnarsi per il futuro. Ho preferito prima rievocare il 6 agosto 1945 in modo da poter meglio afferrare il significato della sfida di oggi. Da quel giorno fatale, le armi nucleari sono aumentate nella quantità e nel potere distruttivo. L’armamento nucleare continua ad essere costruito, collaudato e spiegato. Le totali conseguenze di una guerra nucleare su vasta scala è impossibile prevederle, ma, anche se dovesse essere impiegata solo una parte delle armi disponibili, ci si deve chiedere se è impossibile immaginare l’inevitabile scalata e se la completa distruzione dell’umanità non sia una realtà possibile. Desidero ripetere qui ciò che dissi nel corso dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite: “I continui preparativi per la guerra, comprovati dalla produzione in diversi paesi di armi sempre più numerose potenti e sofisticate, indicano che vi è un desiderio di essere pronti per la guerra ed essere pronti vuol dire essere in grado di iniziarla; stanno altresì a significare che sussiste il rischio che in qualunque momento, in qualunque luogo, in qualunque modo, qualcuno potrebbe mettere in moto il terribile meccanismo della distruzione generale”.
Ricordare il passato è impegnarsi per il futuro. Ricordare Hiroshima e aborrire la guerra nucleare. Ricordare Hiroshima è impegnarsi per la pace. Ricordare ciò che la gente di questa città ha sofferto è rinnovare la nostra fede nell’uomo, nella sua capacità di fare ciò che è buono, nella sua libertà di scegliere ciò che è giusto, nella sua determinazione di tradurre un disastro in un nuovo inizio.
© Some rights reserved: Le foto sono testimonianza, oltre che della follia dell’uomo, anche del nostro Viaggio di Nozze… potete scaricarle e utilizzarle, se vi piacciono. Vi chiedo solo di specificare dove le avete prese, magari rimandando a questo blog





la Fra detto,
7 Agosto 2008 @ 8:44
…non mi capaciterò mai di quello che un uomo può riuscire a fare…